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Ciao- Xin chào (Parte 2)

Più recentemente, “ciao” è usato globalmente come un saluto amichevole. Una parola di origine Veneta (deriva da “schiavo” nel senso di “sono schiavo tuo”, “ai tuoi comandi”) è entrata (adatta o no) in altre lingue e appartiene ormai al lessico internazionale. Le traduzioni di “ciao” nelle altre lingue mostrano mantenimento del significante:

albanese: çao/qao

sloveno: čau (sia nell’incontro che nel commiato); anche čau čau (nel commiato).

em bé chào Il saluto generale in Vietnam è “Chào” che si usano sia nell’incontro che nel commiato. Faccio una domanda: forse come gli altri paesi, “Chào”  è influenzato da “Ciao“? “Ciao” ha fatto il giro del mondo e ha messo piede in Vietnam. Può darsi che il carattere breve, facile da pronunciare con un sorriso di “Ciao” ha difuso in Vietnam. È probabile che sia così…

Per i vietnamiti, una domanda si impiega in un saluto con valore identico. “Salutare” si accompagna a “domandare”.

     E.s:   ●“Anh (bác, chị, cô,…) đi đâu về đấy ạ?” (“Da dove sei venuto?”)

             ●“Bác (anh, chị, cô,…) đã ăn cơm chưa?” (“Hai mangiato?”)

Sono le domande alle quali non occorre una risposta o può rispondere come:

            ●“ Bác đi đâu thế?”                  “ Tôi đi đằng này một lát”.

                                                      ( Dove vai?”                         “Vado di qua e di là un attimo”).

                                       ●“ Bác đang làm gì vậy?”           “ Vâng, tôi đang dở tay”.

                                                     (Che cosa stai facendo?”        “ Sì, mi metto all’opera”).

Fare una domanda è un modo di salutare particolare in Viet Nam. Cos’è la propria origine? Difatti, la cultura di saluto dei vietnamiti è costruita dalla culla- la civiltà idrocoltura durante mille anni. La formalità vivente riflette il carattere semplice e spontaneo dei contandini – una comunità a reti sociali chiuse, in cui il saluto si articolava in una domanda pertinente all’attività lavorativa. Le domande consistono di una sollecitudine affettuosa nella comunità.

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“Xin ciao”! si pronuncia così.

 Inoltre, in Vietnam, il saluto sempre cambia secondo il contesto o l’età dell’interlocutore. Si usano i pronomi della prima persona (“con”, “cháu”, “em”…- corrisponde al pronome italiano “Io”) o quelli della seconda persona ( “cô”, “dì”, “chú”, “bác”… – corrisponde al “ Tu/ Lei”). Nella conversazione tra due persone diverse per età, quella minore deve iniziare il saluto, mentre quella maggiore può rispondere con un cenno o un saluto un’altra volta.  

                 E.s: “Cháu chào bác ạ!” “Bác chào cháu!” ( “ La saluto!” “ Ti saluto!”).

Se non saluta la superiore, la inferiore è considerata ineducata e scortese. Chi è più anziato di età sia arrogante se non risponde chi è più giovane.

Sebbene sia una delle cose più semplici, il saluto è uno dei primi gesti che impariamo a fare nei confronti degli altri. È sicuro che il saluto è vivo nella gente e rende vive le persone. In fondo non costa nulla ma dice molto a chi lo riceve. Ma c’è di più. Chi saluta mantiene viva una cultura, migliora una società e contribuisce a migliorare la propria esistenza…

                                                                                                                                                                                        Ciao ciao 🙂

 

 

 

 

Pera Fu

Mi chiamo Phuong, vengo da Vietnam. Vorrei portarvi le storie, i sentimenti di vita quotidiana in mio bello paese. Viviamo ogni giorno e amiamo ogni minuto...
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