Sopralluogo a Mekong, il viaggio dei ricordi

 

Tutti tengono una scatola di ricordi nella mente e anche io, dopo ogni viaggio, conservo all’interno della mia scatola i ricordi delle terre che ho visitato e della gente con cui ho parlato. Viaggio al Delta del Mekong, questa volta, mi ha fatto innamorare ancor di pìu della semplice bellezza del mio Paese.

 

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La zona fluviale

Da Hanoi prendemmo il volo per Sai Gon che ci accolse con le sue splendenti luci. Hanoi è paragonata alla classica signrina delicata e Sai Gon, invece, a una ragazza moderna con una forte personalità. Da Sai Gon ci spostammo a Ben Tre, la terra di cocco che si chiama così perché si vede ovunque il verde lucido delle palme di cocco. Mi ricordo ancora l’immagine di quella ragazza di Ben Tre che stava sul ponte con il costume tradizionale “Ao Ba Ba” e con il cappello a cono di paglia in mano. Lungo i canali, visitammo il mattonificio, ascoltammo “Don ca tai tu” – un canto tipico di questa zona, che è recentemente registrato come un patrimonio mondiale e mangiammo tanta frutta fresca (rambutan, mango, banana, pitaya ecc.). Eravamo allietati dal suono degli stumenti musicali, “Dan luc huyen cam” e “Dan nhi”, che erano in perfetta armonia con la meravigliosa voce dei cantanti, semplici contadini che portano canti e melodie del loro paese ai turisti venuti da lontano.
Dopo l’esperienza in tandem, visitammo l’antica casa del signor Sau Khanh all’interno della quale c’erano immagini dei familiari e tante cose preziose degne di memoria: le storie dei suoi antenati e delle origini di questi oggetti, infatti, ci interessarono moltissimo; poi ci offrì un po’ di fresca acqua di cocco e anche uno «spettacolo» di arrampicata sulle palme di cocco.

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Caramella di cocco

Dopo aver lasciato la casa del signor Sau Khanh, ritornammo alla casa del signor Phuoc, nostro compagno in questa avventura a Ben Tre: lui era una guida turistica in inglese e ora ha messo a disposizione un alloggio in modo da offrire ai turisti l’occasione di fare tante altre esperienze interessanti come quella di andare in bici nel villaggio sotto le ombre delle grandi palme di cocco, pescare sotto il fango (molto divertente, provatelo anche voi!), preparare i piatti assieme alla famiglia di ospitante, ecc. Andammo a nanna allietati dai suoni della campagna emessi delle rane e dal soffio del vento.
C’è una cosa che vorrei condividere con voi. All’inizio di questo viaggio, mi facevo tante domande:

«Perché c’è così tanta acqua in questo territorio?», «Da dove viene?», «Come mai ci sono tante palme di cocco (soprattutto nella zona di Mo Cay dove ogni casa ha almeno due palme di cocco)?». Il cocco è un ingrediente molto comune in tanti cibi: insalata di cocco, caramelle di cocco, tortine ripiene di cocco, arachidi e latte di cocco usato insieme al “Banh bo” (una specie di pan di spagna del Vietnam del Sud) o al “Banh te” (torta avvolta in foglie e preparata con farina di riso), frittelle di banana ecc. Il cocco è un elemento essenziale in molti dei lavori svolti dagli abitanti di qui: la polpa del cocco, infatti, viene utilizzata in cucina, la noce secca di cocco nei lavori artigianali, le fibre coir nella tessitura di tappetti ecc. I contadini lavorano duro sotto il sole cocente ma sempre con il sorriso sulle labbra. Arrivando a Mekong, potete attraversare la zona dei piccoli canali e vedere, lungo le rive del fiume, tante casette costruite una accanto all’altra. Il Delta del Mekong è una risorsa essenziale per i 22 milioni abitanti della regione del Sud-Ovest del Vietnam perché tutte le attività quotidiane si svolgono qui, nel fiume. Infatti, a causa della mancanza del trasporto via terra, le merci vengono trasportate con le barche e così sono nati i mercati galleggianti cioé bancarelle allestite per il commercio (per esempio il mercato di Cai Rang sul fiume di Can Tho e il mercato di Phong Dien). Fin dall’alba, in quei mercati, si avverte un gran trambusto di commercianti e di clienti e c’è l’imbarazzo della scelta per quanti prodotti si possono trovare. Mi domandavo: ma la loro vita è forse precaria come queste barche che galleggiano nel fiume?

 

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Ben Tre – il paese di cocco

Qualunque fosse la risposta, io vedevo sempre il loro splendente sorriso e il loro sguardo sereno e brillante come il cielo di qui. Sono nati in questo delta e sono legati alle loro origini nonostante tutte le preoccupazioni che una vita precaria può sollevare. L’ottimismo è uno dei punti di forza degli abitanti di questa regione e me ne sono reso conto, in modo particolare, dal mio incontro con la famiglia della signora Hien a Can Tho che ci accolse con molti piatti tipici e con i suoi canti tradizionali (Vong co) che raccontavano della vita, dell’amore e della fedeltà che traspaiono dai sentimenti umani della gente di qui.
Dopo avere detto addio a Mekong e a Can Tho, andammo all’isola coralline di Ong Ho (in provincia di An Giang): qui visitammo la casa dove abitò il presidente Ton Duc Thang da giovane e dove si trovano tuttora alcune delle sue cose preziose. Per raggiungere l’isola, ci spostammo con il traghetto e così fummo in grado di ammirare il panorama del fiume: i pescatori intenti a lavorare, le barchette, il tramonto sul fiume e l’acqua coperta dai raggi del sole… Che magnifica quiete! Stavo aprendo tutti i miei sensi per assaporare e godermi questo meraviglioso istante.
Arrivederci a Mekong, arrivederci a tutte quelle accoglienti e calorose persone! Ricorderemo per sempre la dolcezza dei cibi, la delicatezza dei canti e la freschezza del vento di questo Delta del Mekong così attraente per la sua semplicità e la sua genuinità.

 

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Mekong con i mercato galleggianti

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